Percorso Hammam in gravidanza

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Percorso Hammam in gravidanza

Percorso Hammam in gravidanza
Consigli per un trattamento in sicurezza

 

Il percorso Hammam, il famoso Bagno Turco, è un trattamento che può essere effettuato anche dalle done in stato di gravidanza. Lo confermano studi appositi, che ne esaltano, anzi, i benefici.
Naturalmente, possono esserci delle eccezioni ostative.
Di seguito, riportiamo una pubblicazione, che elenca alcuni utili consigli da seguire, per poter trascorrere ore di relax e benessere in tutta sicurezza, per sé stessi e per i propri figli ancora in grembo.*

“Durante la gravidanza, il bagno turco non presenta particolari controindicazioni”, sottolinea Enrico Conti, ginecoloco presso l’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano. “A patto, naturalmente, che si tratti di una gestazione fisiologica. A scopo precauzionale, tuttavia, è preferibile non farlo nel primo trimestre, quando il corpo si sta asattando al nuovo stato e facilmente si va incontro a nausee e cali di pressione, che potrebbero accentuarsi in un ambiente di vapori aromatizzati.
Passato il terzo mese, nulla vieta di dedicarsi alla pratica dell’Hammam. È vero che nel calidarium si raggiunge una temperatura media di 45°, ma il passaggio dal caldo al freddo e viceversa è sempre graduale, il corpo ha il tempo di abituarsi e non si corre il rischio di improvvisi cali di pressione. In più, è sempre possibile fare abluzioni fresche o ritornare nel tepidarium per abbassare un po’ la temperatura corporea.
Nessun danno neanche a carico della circolazione, a meno che non ci siano importanti problemi vascolari”.
E cosa dire degli oli essenziali, adoperati per i massaggi?  “Si possono usare tranquillamente, purché non si soffra di allergie a particolari sostanze – prosegue il ginecologo – nessuna controindicazione neanche all’idromassaggio, che favorisce il drenaggio linfatico e migliora la vascolarizzazione”.
Il Bagno Turco deve essere invece evitato quando si soffre di ipotensione, con valori di massima che non superano gli 80-90. Oppure in presenza di patologie legate alla gravidanza, quali minacce d’aborto, come nei casi in cui il ginecologo prescrive il riposo e l’astensione dal lavoro.
Vietato l’Hammam anche se si verifica un’attività contrattile uterina prolungata, che prevede la somministrazione di farmaci tocolitici: questi hanno come effetto collaterale l’aumento della frequenza cardiaca. Non è dunque consigliabile restare in un ambiente caldo nel quale, a seguito della vasodilatazione, l’attività cardiaca viene accentuata”.

*Consulenza: Stefania Scarpa, titolare dell’Hammam della Rosa – Milano, Enrico Conti, ginecologo presso l’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano

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